Negli ultimi anni si è delineata una tendenza evolutiva del settore cosmetico focalizzata sempre di più sull'esperienza sensoriale del consumatore: il prodotto cosmetico non viene caratterizzato esclusivamente da efficacia e sicurezza, che rimangono sicuramente parametri fondamentali da valutare durante lo sviluppo, ma anche dalle sue specifiche caratteristiche sensoriali legate ad effetti tattili, visivi ed olfattivi, veri e propri key drivers della soddisfazione del consumatore. La ricerca della multisensorialità, o “polisensorialità”, intesa come interazione ottimale tra tatto, olfatto e vista, diventa un parametro strategico per l'innovazione del cosmetico e per soddisfare pienamente le esigenze dei consumatori, aiutandoli a migliorare le proprie beauty routine.
Trend beauty 2026: il ritorno alla sensorialità
Qual è la relazione esistente tra le percezioni sensoriali indotte dall’utilizzo di un cosmetico, quindi legate al tatto, ed il benessere cerebrale che ne consegue?
I cosmetici di nuova generazione mirano sempre più a coinvolgere la sfera sensoriale per potenziare l’efficacia e stimolare emozioni positive. La sensorialità diventa quindi un parametro fondamentale per lo sviluppo cosmetico. Andando più nel dettaglio, il processo cognitivo che si instaura quando si verifica un’interazione con un prodotto cosmetico può essere diviso in due fasi: per prima cosa si verifica una percezione legata a colore, profumo e texture del cosmetico. Tramite il sistema sensoriale, queste informazioni vengono integrate attraverso alcuni processi fisiologici, per identificare un valore simbolico associato al prodotto o percepire un’emozione positiva. Il sempre più evidente interesse verso un benessere di tipo olistico per l’organismo, porta quindi i brand ad investire in formulazioni innovative che non solo promettono efficacia, ma offrono anche importanti vantaggi sensoriali come texture coinvolgenti, avvolgenti e capaci di agire sul sistema nervoso ed evocare benessere mentale.
Texture del cosmetico: caratteristiche principali
L’importanza delle caratteristiche sensoriali del cosmetico è testimoniata da numerose pubblicazioni scientifiche ed elaborati di settore: la sensorialità, oltre a vista ed olfatto, coinvolge il tatto: a livello cutaneo, la texture viene identificata come un vero e proprio trigger emozionale ed elemento sorpresa in grado di condurre alla “soddisfazione sensoriale”. Le ultime analisi di mercato indicano come soprattutto la formulazione di cosmetici ibridi, trasformanti ed “esperienziali”, in grado di sorprendere e deliziare i sensi e la percezione del consumatore, mostri un interessante successo sul mercato. Si parla quindi di “cosmesi sensoriale”.
Ma cos’è la texture di un prodotto cosmetico? La texture descrive l’insieme delle caratteristiche tattili della formulazione ed è implicata nell’efficacia stessa del prodotto assieme agli attivi funzionali: rappresenta l’insieme delle caratteristiche sensoriali che un cosmetico presenta prima dell’applicazione, sia come aspetto del prodotto che nel momento del cosiddetto pick-up, durante l’applicazione, anche detto “rub-out”, e dopo l’applicazione sulla pelle, ossia l’after-feel.
I tratti distintivi della texture del cosmetico includono gli aspetti visivi (texture opaca, lucida, traslucida, trasparente, perlata, per esempio), la consistenza (fluida, leggera, compatta), la skin-feel (setosa, vellutata, scorrevole, per esempio) e la sensazione residua, ossia il “tocco” percepito dopo l’assorbimento del prodotto che può essere più asciutto, sticky, levigato o powdery, per citare alcune caratteristiche.
Le caratteristiche sensoriali specifiche della texture del cosmetico saranno valutate e definite come “attributi” nei vari metodi utilizzati per il sensorial assessment del prodotto.
Tra i principali attributi valutati dall'analisi sensoriale della texture di un cosmetico occorre menzionare la viscosità, la spalmabilità, il tempo di assorbimento, il residuo percepito, la sensazione post-applicazione, solo per citarne alcuni; la viscosità esprime la resistenza alla deformazione ed è correlata alla percezione di densità e ricchezza del prodotto, mentre la spalmabilità misura la facilità con cui il prodotto si distribuisce sulla pelle; importante è valutare anche il residuo percepito, ossia la sensazione cutanea residua come eventuale effetto “sticky” o effetto filmante del prodotto, per esempio. La sensazione che si percepisce in seguito all’applicazione è fondamentale per realizzare prodotti confortevoli per la pelle e può essere setosa, vellutata, ricca, fresca, solo per citare alcuni termini descrittivi. Questi parametri non solo definiscono la qualità percepita, ma influenzano in modo determinante il giudizio complessivo sul prodotto ed i riscontri che potrà avere sul mercato.
Indipendentemente dal metodo utilizzato per ottenere un profilo sensoriale dei prodotti cosmetici, è fondamentale rispettare e seguire condizioni e procedure ben definite e standardizzate: la norma iso 13299:2016 fornisce linee guida complete per l'intero processo di definizione di un profilo sensoriale.
Analisi della texture del cosmetico: metodi principali
Nello sviluppo formulativo dei prodotti cosmetici, è quindi importante svolgerne una valutazione sensoriale per ottenere riscontri utili allo sviluppo stesso: l'analisi sensoriale, in questo contesto, diventa uno strumento fondamentale per comprendere l’impatto della texture sulla percezione emozionale del consumatore e quindi le sue preferenze, per migliorare la resa complessiva delle formulazioni ed ottenere maggiori vantaggi sul mercato. Le aziende cosmetiche, nell’ottica di sviluppo di prodotti sempre più innovativi, adottano approcci multidisciplinari, che combinano studi di neuroscienze e di psicologia per analizzare l'esperienza sensoriale percepita dal consumatore.
L'analisi della sensorialità di un cosmetico, quindi, implica lo studio sistematico delle percezioni soggettive generate dal prodotto prima, durante e dopo l'applicazione: la valutazione si focalizza sul “come” il cosmetico stimola il sistema sensoriale in relazione al tatto, alla vista ed all’olfatto. L'obiettivo è quello di identificare le specifiche caratteristiche sensoriali che influenzano le emozioni del consumatore e la sua soddisfazione nell’utilizzo e, di conseguenza, la sua propensione all'acquisto ed all’uso prolungato della formulazione.
L'analisi sensoriale di un prodotto cosmetico rappresenta un passaggio fondamentale nello sviluppo formulativo: può essere eseguita attraverso diversi metodi tutti finalizzati a comprendere in maniera approfondita l’esperienza del consumatore in relazione all’utilizzo di un prodotto cosmetico e valutarne quindi possibili cambiamenti formulativi in relazione alle differenti materie prime utilizzate, ognuna in base al relativo impatto sulla sensorialità.
Principali tipologie di metodi per il sensorial assessment
Le tipologie principali dei test comunemente utilizzati per l’analisi sensoriale del cosmetico sono tre: discriminativi, descrittivi ed edonistici. Ogni test presenta differenti approcci alla valutazione sensoriale e coinvolge la selezione dei partecipanti secondo criteri differenti.
I test di tipo discriminativo mirano a determinare se ci siano differenze percettibili tra due o più prodotti: un esempio classico è il test del triangolo, in cui ai partecipanti vengono presentati tre campioni, due dei quali sono identici, per identificare quello diverso. I test descrittivi sono invece progettati per identificare e quantificare le caratteristiche sensoriali di un prodotto cosmetico: gruppi di esperti vengono istruiti a riconoscere e quantificare parametri sensoriali specifici, come ad esempio la spalmabilità, l’assorbimento, la skin-feel, utilizzando delle scale di valori strutturate. Questa tipologia di test consente una descrizione precisa del profilo sensoriale del prodotto e la comparazione tra più campioni in modo ripetibile offrendo una comprensione approfondita che va oltre i test di tipo discriminativo; questi ultimi, pur non fornendo il medesimo livello di informazioni dettagliate sulle differenze sensoriali dell'analisi descrittiva, vengono spesso utilizzati come fase iniziale grazie alla loro efficienza ed al rapporto costo-efficacia.
I test edonistici, infine, sono focalizzati nel determinare la preferenza o il gradimento generale di un prodotto: in un test di preferenza, ai partecipanti vengono presentati due o più prodotti e viene chiesto loro di selezionare una preferenza con l'obiettivo di identificare il prodotto più apprezzato dalla maggior parte dei partecipanti; in test di accettazione, invece, ai partecipanti viene chiesto di indicare il loro gradimento generale di un singolo prodotto utilizzando una scala specifica di gradevolezza che in genere va da “estremamente gradevole” a “estremamente sgradevole”. Lo scopo è valutare l'accettabilità generale del prodotto e determinare in che misura è apprezzato dai partecipanti.
Sensorial assessment: metodi strumentali
Al fine di minimizzare la soggettività, ridurre i costi e ottimizzare i tempi, sono stati messi a punto metodi di misurazione strumentale per prevedere la percezione sensoriale, investigando sulle potenziali correlazioni tra gli attributi tattili e dati strumentali associati alle caratteristiche fisiche delle formulazioni. Tali metodi utilizzano strumenti di misurazione oggettiva per analizzare proprietà meccaniche e reologiche della formulazione come consistenza, viscosità e spalmabilità, tutti parametri che hanno una connotazione fortemente sensoriale: questi dati vengono spesso correlati con le valutazioni soggettive per validare la percezione sensoriale. Tuttavia, le significative variazioni nella scelta e nella definizione degli attributi sensoriali, nonché l'impiego di differenti metodi strumentali, pongono difficoltà nel confrontare efficacemente i risultati in letteratura e nello stabilire chiare correlazioni tra loro: inoltre, anche la complessità delle proprietà fisiche intrinseche delle formulazioni contribuisce a rendere la sfida ancora più complessa.
Texture del cosmetico: l’importanza delle giuste materie prime
Nel momento in cui il formulatore inizia lo sviluppo del cosmetico, deve tenere conto di classi di materie prime che vengono impiegate proprio per migliorare la sensorialità: oltre alla scelta di modificatori reologici, emulsionanti, ingredienti attivi, occorre anche considerare e selezionare i giusti modificatori estetici per “correggere” o modificare la texture finale e quindi la sensorialità.
I modificatori estetici possono presentarsi in polvere o in forma liquida e consentono di agire positivamente sui vari parametri sensoriali legati alla texture, quindi pick-up, skin-feel ed after-feel. I modificatori estetici in polvere spesso agiscono sulla riduzione dell’effetto sticky o della sensazione “pesante” e “greasy”, apportando anche un tocco “powdery”, opaco e setoso. Il nostro portfolio comprende una vasta gamma di modificatori estetici in polvere: dall’amido di orzo, ossia Amaze® nordic barley a marchio nouryon, alla silica, ossia harmonie™ luxe 4 powder, sviluppato da Momentive. I modificatori estetici in forma liquida o di gel, che possono essere sia a base acqua che a base grassa, spesso aggiungono più corpo alle texture, effetto lubrificante allungando il momento della spalmabilità, un tocco più ricco oltre ad offrire effetto soft-focus e matt. E’ importante menzionare la gamma dei Lubrajel®, idrogel formulati per apportare idratazione ed aggiungere sensorialità diverse a seconda del prodotto da formulare, o ancora, nuovi elastomeri naturali, come Harmonie™ natuvel gel, e nuovi emollienti dal tocco secco e leggero, come harmonie™ soft fluid, o dal tocco più ricco e setoso, come Harmonie™ natuderma.
Qualunque sia l’obiettivo da raggiungere in termini di sensorialità, esistono materie prime appositamente sviluppate che possono davvero fare la differenza nella resa estetica della formulazione.
Texture e sensorialita’: prospettive future
La texture del prodotto cosmetico e l'analisi sensoriale non rappresentano solo aspetti tecnici della formulazione, ma diventano centrali nella progettazione di prodotti capaci di evocare un valore “esperienziale” generando comfort non solo per la pelle ma anche per il sistema nervoso, andando oltre al classico concetto di efficacia. Attraverso un approccio sempre più olistico, l’innovazione, nel settore beauty, si gioca sulla sensorialità, dove scienza, emozione e tecnologia si incontrano.
